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		<title>Mese di Giugno: semina, raccolto e lavori nell&#8217;orto</title>
		<link>https://www.stella-alpina.biz/orto-giugno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 06:38:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pollice Verde]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;arrivo del mese di giugno inizierà il periodo degli ortaggi estivi da raccogliere, delle semine e dei trapianti da effettuare in piena terra, magari ricordando di seguire il calendario lunare, al fine di ottenere rese migliori dal proprio lavoro nell&#8217;orto. Con l&#8217;avvicinarsi di giornate più calde, sarà in sostanza necessario dedicarsi maggiormente all&#8217;annaffiatura delle [...]</p>
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<p class="article-title">Con l&#8217;arrivo del mese di giugno inizierà il periodo degli ortaggi estivi da raccogliere, delle semine e dei trapianti da effettuare in piena terra, magari ricordando di seguire il calendario lunare, al fine di ottenere rese migliori dal proprio lavoro nell&#8217;orto.</p>
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<section class="article-content clearfix">Con l&#8217;avvicinarsi di giornate più calde, sarà in sostanza necessario dedicarsi maggiormente all&#8217;annaffiatura delle piante in vaso ed all&#8217;irrigazione dell&#8217;orto. In particolare approfittate delle piogge di fine primavera per poter effettuare la raccolta dell&#8217;acqua piovana da utilizzare per ridurre i consumi idrici domestici.</p>
<h2><strong>Cosa seminare a giugno</strong></h2>
<p><img decoding="async" src="http://mangiarebuono.it/wp-content/uploads/2014/05/ravanelli.jpg" alt="Risultati immagini per ravanelli" />Nel mese di giungo le temperature dovrebbero essere ormai stabili praticamente nella maggior parte delle regioni italiane. Per questo motivo sarà possibile effettuare diverse semine in piena terra, pensando ad esempio di dedicarsi alla semina di pomodori, piselli e fagioli da gustare ad estate inoltrata. Sarà possibile inoltre dedicarsi alla semina protetta degli ortaggi da raccogliere nei mesi successivi, con l&#8217;arrivo dell&#8217;autunno, come porri, cavoli, finocchi e zucche. Tra le erbe aromatiche, dedicatevi quindi alla semina di camomilla, prezzemolo, basilico e salvia.</p>
<h3><strong>A giugno è possibile seminare:</strong></h3>
<p>Barbabietola<br />
Basilico<br />
Bietola da coste<br />
Broccoli<br />
Camomilla<br />
Cardi<br />
Carote<br />
Cavolfiori<br />
Cavoli<br />
Cetrioli<br />
Cicoria<br />
Fagioli<br />
Finocchi<br />
Indivia<br />
Lattuga<br />
Lattughino da taglio<br />
Meloni<br />
Peperoni<br />
Pomodori<br />
Piselli<br />
Porri<br />
Prezzemolo<br />
Ravanelli<br />
Rucola selvatica<br />
Rucola da orto<br />
Scarola<br />
Sedano<br />
Zucca<br />
Zucchine</p>
<h3><strong>Consigli per la semina e il trapianto</strong></h3>
<p>È giunto il momento di trapiantare quanto coltivato nei semenzai nel corso delle settimane precedenti, con trasferimento in vaso o in piena terra, a seconda dello spazio a disposizione per l&#8217;allestimento dell&#8217;orto. È possibile dunque dedicarsi al trapianto di piantine di fragole, pomodori, peperoni, zucchine, melanzane e peperoncino, oltre che delle erbe aromatiche, come basilico, prezzemolo, salvia, rosmarino.</p>
<p>È inoltre possibile iniziare la semina in semenzaio degli ortaggi da raccogliere nei mesi successivi, ricordando di non esporre i germogli alla luce del sole diretta, per evitare che essi si secchino. Prima di effettuare il trapianto, è consigliabile inumidire bene il pane di terra che contiene le radici della propria piantina ed inumidire anche la buca in cui essa verrà trasferita. In caso di trapianto in vaso, ricordate di cospargerne il fondo con palline di argilla espansa o cocci, in modo da permettere al terreno di trattenere maggiormente l&#8217;umidità e di mantenere al meglio la temperatura ideale per le piante.</p>
<h2><strong>Il raccolto del mese di giugno</strong></h2>
<div><img decoding="async" src="http://www.livefiuggi.com/wp-content/uploads/2015/05/ciliegie-proprieta-nutritive-salute-1-640x408.jpg" alt="Risultati immagini per ciliegie" /></div>
<p>Approfittiamo dell&#8217;arrivo del mese di giungo per gustare i nostri frutti ed i nostri ortaggi preferiti quando essi risultano <strong>di stagione</strong>, come le fragole, le pesche, i pomodori, le zucchine ed i peperoni. Un raccolto abbondante durante i mesi estivi sarà il pretesto ideale per dedicarsi alla <strong>preparazione di salse</strong>, conserve sott&#8217;olio o sott&#8217;aceto e confetture. Le erbe aromatiche potranno essere utilizzate per la preparazione di condimenti o potranno essere essiccate per un loro impiego successivo.</p>
<h3><strong>A giugno raccoglieremo:</strong></h3>
<p>Albicocche<br />
Asparagi<br />
Basilico<br />
Carote<br />
Cetrioli<br />
Ciliegie<br />
Fragole<br />
Fagioli<br />
Fagiolini<br />
Fiori di zucca<br />
Lamponi<br />
Lattuga<br />
Lattughino da taglio<br />
Limoni<br />
Melanzane<br />
Meloni<br />
Mirtilli<br />
Nespole<br />
Peperoncini<br />
Peperoni<br />
Pesche<br />
Piselli<br />
Pomodori<br />
Prugne<br />
Radicchio<br />
Ravanelli<br />
Rucola<br />
Spinaci<br />
Susine<br />
Zucchine</p>
<h2><strong>Orto sul balcone di giugno</strong></h2>
<p>Per coloro che sul balcone o sul davanzale coltivano delle <strong>erbe aromatiche in vaso</strong>, sarà dunque possibile raccogliere basilico, prezzemolo, salvia, rosmarino, origano, timo, maggiorana, salvia, menta, erba cipollina e acetosella. Gran parte delle piante aromatiche e balsamiche giungono al culmine della propria carica di elementi utili proprio nel mese di giugno. Possono dunque essere raccolte sia per il consumo da fresche che per l&#8217;<strong>essiccazione</strong>, da effettuare all&#8217;ombra su di un telo, all&#8217;interno di un sacchetto di carta o appendendo alcuni rametti legati con uno spago e capovolti.</p>
<p>A seconda di quanto seminato o trapiantato nei mesi precedenti, l&#8217;orto sul balcone potrà offrire per il <strong>raccolto</strong>, ad esempio: pomodorini, peperoncini, fagiolini, zucchine tonde, rucola, lattughino da taglio, prezzemolo, basilico, malva, camomilla ed altre erbe officinali ed aromatiche. Potreste dedicarvi alla semina di porri, ravanelli, sedano e aglio, da gustare nei mesi successivi. Dedicatevi inoltre alla semina in vaso della rucola e del lattughino da taglio.</p>
<h2><strong>I lavori nell&#8217;orto secondo il calendario lunare</strong></h2>
<p>Seguire un <strong>calendario lunare </strong>ed i consigli della tradizione contadina può essere utile per la programmazione delle semine e dei trapianti nell&#8217;orto. Benchè le informazioni sono raccolte dal confronto di calendari lunari differenti e possono essere ritenute preziose per ottenere un miglior raccolto. La luna piena sarà infine il 28 giugno.</p>
<h3><strong>Luna crescente</strong></h3>
<p>Durante i giorni di luna crescente si consiglia di dedicarsi al <strong>trapianto degli ortaggi</strong> coltivati in vaso o in semenzaio. Il periodo migliore per dedicarsi al trapianto è costituito dalle ore serali, in quanto le radici non dovrebbero mai essere esposte alla luce diretta del sole. Durante la luna crescente occupatevi della semina o del trapianto di fagioli, piselli, lattuga, rucola, broccoli, pomodori, cetrioli. I giorni di luna crescente rappresentano il periodo ideale per la raccolta delle erbe aromatiche.</p>
<p>La luna sarà crescente dal<strong> 14 al 27 giugno 2018<br />
</strong></p>
<h3><strong>Luna calante</strong></h3>
<p>Nei giorni di luna calante dedicatevi in particolar modo alla <strong>raccolta degli ortaggi</strong> ed alla <strong>potatura delle piante</strong>. Durante la fase di luna calante potrete effettuare la raccolta delle erbe aromatiche. Con la luna calante potrete dedicarvi inoltre alla semina protetta in semenzaio di porri, radicchio, sedano, cavolo cappuccio autunnale, bietola da coste, scarola e finocchi. In questo periodo la tradizione contadina consiglia di effettuare annaffiature ed <strong>irrigazioni più abbondanti</strong> rispetto ai giorni di luna crescente. Con la luna calante, infine, si posizionano i sostegni adatti a sorreggere le piante rampicanti di pomodori, fagioli e piselli.</p>
</section>
</div>
</div>
</div>
</div>
<hr />
<p>Fonte: <a href="http://www.greenme.it">www.greenme.it</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le malattie delle rose</title>
		<link>https://www.stella-alpina.biz/le-malattie-delle-rose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 14:48:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pollice Verde]]></category>
		<category><![CDATA[afidi rose]]></category>
		<category><![CDATA[come curare le rose]]></category>
		<category><![CDATA[insetti rose]]></category>
		<category><![CDATA[malattia della rosa]]></category>
		<category><![CDATA[malattie delle rosa]]></category>
		<category><![CDATA[rose]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Rosa è considerata la regina dei fiori, ed è coltivata da tempi remoti su tutto il globo non solo a scopo ornamentale per il fiore o le bacche (cinorrodi) che ne derivano dalla fecondazione, ma anche per estrazione di oli ed essenze aromatiche per l&#8217;industria cosmetica e farmaceutica. Le specie botaniche sono circa 250, [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="primo_paragrafo">
<p>La Rosa è considerata la regina dei fiori, ed è coltivata da tempi remoti su tutto il globo non solo a scopo ornamentale per il fiore o le bacche (cinorrodi) che ne derivano dalla fecondazione, ma anche per estrazione di oli ed essenze aromatiche per l&#8217;industria cosmetica e farmaceutica.</p>
<p>Le specie botaniche sono circa 250, mentre le coltivate, derivanti da selezioni e ibridazione varie, sono innumerevoli, dato che, ogni anno, vengono costituite in tutto il mondo centinaia di nuove varietà.</p>
<p>In genere le Rose antiche, o meglio le spontanee selvatiche, sono robuste e quindi refrattarie ai vari parassiti, mentre quelle coltivate o ibridate risultano molto sensibili all&#8217;ambiente ed alle avversità relative.</p>
<p>La ragione principale per cui quasi tutte le attuali selezioni sono innestate, è proprio insita nel fatto che il portinnesto o piede selvatico o rustico, conferisce poi alla parte innestata (coltivata per il fiore) una maggiore vigoria e resistenza in generale.</p>
</div>
<div><img fetchpriority="high" decoding="async" class="immaginedx" src="https://www.giardinaggio.it/rose/malattie_NG1.jpg" alt="oidio" width="745" height="523" longdesc="https://www.giardinaggio.it/rose/malattie.asp" /></div>
<h2>Malattie e cure per la rosa</h2>
<p>Per semplificare le varie problematiche che danneggiano le Rose, si possono raggruppare le differenti cause in : patologie ambientali, parassitarie fungine, danni da insetti e animali.</p>
<p>In questo modo sarà più semplice capire quali possono essere le malattie che possono colpire questi splendidi fiori e capire quali sono le tecniche migliori per intervenire in modo risolutivo per contrastare il problema.</p>
<p>1) Patologie non parassitarie : nutrizionali o ambientali.</p>
<p><img decoding="async" class="immaginesx" src="https://www.giardinaggio.it/rose/malattie_NG3.jpg" alt="rosa rovinata" width="745" height="559" longdesc="https://www.giardinaggio.it/rose/malattie.asp" />Tutte le Rose per poter vivere e fiorire regolarmente necessitano di suolo neutro o sub-acido, ricco in elementi fertilizzanti, di sostanza organica, e dal punto di vista strutturale deve essere ben drenato.</p>
<p>La mancanza di un terreno adatto alla coltivazione e carente di elementi nutritivi causa un generale deperimento della pianta di Rosa, con manifestazioni di scarsa fioritura e ingiallimenti fogliari.</p>
<p>Altre cause &#8220;ambientali&#8221; sono la scarsità di luce, l&#8217;inquinamento, gli stress termici, ma anche l&#8217;eccesso di salinità in acqua suolo o terricci non idonei , ed altri accidentali o involontari come ad esempio al trapianto.</p>
<p>Le Rose possono manifestare specifiche <b>decolorazioni fogliari</b> in funzione del tipo di elemento nutritivo di cui sono carenti:</p>
<p>-Decolorazione generalizzata della pianta e ingiallimenti fogliari più pronuciati nelle zone basali. Vegetazione stentata con scarsa fioritura con fiori di colore slavato. Azoto</p>
<p>-Colorazione bronzo- violacea delle foglie scarso accrescimento e ramificazioni fiorali che ricurvano a S Fosforo</p>
<p>&#8211;<b>Disseccamenti al margine delle foglie</b> che possono ricurvare ad U i fiori hanno scarsa colorazione e sono di dimensioni ridotte. Potassio</p>
<p>-Le foglie basali ingialliscono nella zona della nervatura centrale e disseccano rapidamente con loro precoce distacco. Magnesio</p>
<p>-Le foglie opacizzano e si ripiegano in basso. Le lamine disseccano principalmente ai margini e sull&#8217;apice. Calcio</p>
<p>-Ingiallimenti progressivi dagli apici al basso della pianta con disseccamento delle foglie. Fioritura nulla o molto scarsa . Ferro</p>
<div class="adv2_336X280">
<div id="div-gtp-ad-native-451127403"></div>
<div id="beacon_bc811a7f28"><img decoding="async" src="https://adx.4strokemedia.com/www/delivery/lg.php?bannerid=8409&amp;campaignid=403&amp;zoneid=4434&amp;loc=https%3A%2F%2Fwww.giardinaggio.it%2Frose%2Fmalattie.asp&amp;referer=https%3A%2F%2Fwww.google.it%2F&amp;cb=bc811a7f28" alt="" width="0" height="0" /><span style="font-size: 23.04px;">2) Malattie parassitarie dovute a funghi</span></div>
</div>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="immaginedx" src="https://www.giardinaggio.it/rose/malattie_NG4.jpg" alt="malattia rosa" width="745" height="559" longdesc="https://www.giardinaggio.it/rose/malattie.asp" />Uno dei problemi più frequenti sulle Rose è il proliferare delle malattie fungine o crittogamiche, più comunemente chiamate &#8220;muffe&#8221; a causa dell&#8217;aspetto delle loro fruttificazioni che generalmente ricoprono la pianta attaccata.</p>
<p>Questi patogeni se non combattuti per tempo, possono distruggere in breve tempo tutte fiori e piante .</p>
<p>Sono favorite da situazioni climatiche umide o piovose, ed affliggono maggiormente Rose con carenze nutrizionali.</p>
<p>&#8211; <b>Seccume dei fusti, cancro dei rami e fessurazioni</b></p>
<p>Sui fusti e sui rami compaiono aree depresse rosso-violacee che in seguito disseccano con spacco della corteccia.</p>
<p>&#8211; <b>Marciume basale o del colletto</b></p>
<p>Le giovani piante presentano imbrunimenti e marcescenze a livello del colletto. La pianta dapprima ingiallisce poi si secca rapidamente.</p>
<p>&#8211; <b>Oidio o Mal bianco</b></p>
<p>Su foglie, fiore e apici dei rami compaiono macchie feltrose bianche. I fiori non schiudono o avvizziscono.</p>
<p>&#8211; <b>Muffa delle foglie e dei boccioli</b></p>
<p>Su foglie e fiori compaiono muffe grigio cenerognolo che in seguito marciscono.</p>
<p>&#8211; <b>Ruggine</b></p>
<p>Sulla pagina inferiore delle foglie compaiono pustole bruno giallastre che possono diventare polverulenti. Gli organi colpiti disseccano</p>
<p>&#8211; <b>Peronospora</b></p>
<p>Sulla pagina superiore delle foglie compaiono aree giallognole, mentre nella pagina inferiore in corrispondenza di queste appare una muffa bianca.</p>
<p>&#8211; <b>Ticchiolatura</b></p>
<p>Sulle foglie appaiono macchie nerastre o violacee confluenti. Le foglie colpite disseccano e cadono rapidamente spogliando in breve tutta la pianta.</p>
<h2>3) Insetti o parassiti animali che colpiscono le Rose</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="immaginesx" src="https://www.giardinaggio.it/rose/malattie_NG5.jpg" alt="afidi su rosa" width="745" height="480" longdesc="https://www.giardinaggio.it/rose/malattie.asp" />Le Rose sono facilmente aggredite da vari tipi di insetti che possono presentare apparato boccale masticatore o succhiatore ed i danni si verificano sull&#8217;intera pianta, con particolare preferenza proprio al fiore perché più tenero, dolce e succoso.</p>
<p>&#8211; <b>Afidi o Pidocchi</b></p>
<p>La categoria di insetti più temibile è data dai succhiatori come gli afidi perché oltre al danno diretto causato dalla sottrazione di linfa e alla trasmissione di forme virali, si assomma quello della produzione della antiestetica melata con richiamo di formiche e formazione successiva di &#8220;fumaggini&#8221;.</p>
<p>Ricoprono tutte le parti giovani della pianta e la portano a rapido avvizzimento per sottrazione di linfa .</p>
<p>&#8211; <b>Tentredini e Larve</b></p>
<p>Possono essere di vario tipo : da bruchi o larve di lepidotteri di colore verde o giallo, a insetti adulti come maggiolini. Mangiano foglie, fiori o germogli.</p>
<p>&#8211; <b>cocciniglie</b></p>
<p>Succhiano la linfa come gli afidi, si differenziano per essere quasi immobili e vivono protetti da scudetti cerosi di colore bianco o giallo rosato.</p>
<p>&#8211; <b>Larve di lepidotteri minatori</b></p>
<p>Sono larve di microlepidotteri che &#8220;minano&#8221; la zona verde della foglia lasciando intatta la cuticola. Le foglie disseccano e cadono.</p>
<p>&#8211; <b>Cicaline</b></p>
<p>Sono farfalline succhiatrici che pungono foglie giovani o germogli. Gli organi colpiti presentano si accartocciano con colorazioni argenteo</p>
<p>&#8211; <b>Acari o Ragnetti rossi</b></p>
<p>Sono minuscoli ragni che provocano con le loro punture sulle foglie ingiallimenti che in seguito disseccano totalmente. Sono molto mobili e quando attaccano massicciamente la pianta producono anche piccole ragnatele</p>
<p>&#8211; <b>Larve terricole e millepiedi</b></p>
<p>Appartengono a vari ordini di insetti da lepidotteri a coleotteri o elateridi.Danneggiano radici e parti basse delle piante.</p>
<h2>Malattie delle rose: Come eliminare gli afidi dalle rose</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="immaginedx" src="https://www.giardinaggio.it/rose/malattie_NG6.jpg" alt="afidi delle rose" width="745" height="498" longdesc="https://www.giardinaggio.it/rose/malattie.asp" />Una delle malattie fra le più frequenti di quelle appena descritte per le rose sono sicuramente gli afidi. Quando la primavera entra nel vivo e le temperature si alzano assicurando notti e mattine dal clima più mite, gli afidi iniziano a riprodursi sempre più velocemente infestando in poco tempo moltissime piante di rose.</p>
<p>La velocità di riproduzione degli afidi è una delle armi più efficaci di questi parassiti che hanno nel breve ciclo riproduttivo uno dei loro migliori punti di forza. In poche settimane gli afidi possono infestare moltissime piante sino a ricoprire completamente boccioli, rami e foglie delle rose. Intervenire tempestivamente è un obbligo se si vogliono contenere le ondate riproduttive di questi parassiti.</p>
<p>Le armi più efficaci contro gli afidi sono sicuramente i classici prodotti a base di pirmetrina, anche se sono sempre più diffusi in commercio prodotti meno tossici ma ugualmente efficaci laddove applicati in maniera corretta.</p>
<p>Sebbene non siano mortali per le piante, questi parassiti possono provocare dei seri danni indebolendo la pianta ed aprendo in questo modo la strada ad altre malattie più letali. Dal punto di vista ornamentale per le rose, gli afidi se non controllati e contenuti rovinano la rosa e la sua fioritura.</p>
<hr />
<p>Fonte: www.giardinaggio.it</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rigenerare il prato in primavera: la guida completa</title>
		<link>https://www.stella-alpina.biz/rigenerare-prato-primavera-la-guida-completa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stella Alpina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2018 17:27:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pollice Verde]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I lavori necessari a ridare vigore e colore al prato in primavera dipendono chiaramente dallo stato in cui versa e da come ha superato l’inverno. Nota molto importante: queste operazioni vanno eseguite solo quando l’inverno è veramente terminato, ovvero quando non c’è più il rischio gelate tardive e soprattutto quando la temperatura del suolo è stabilmente [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I lavori necessari a ridare vigore e colore al prato in primavera dipendono chiaramente dallo stato in cui versa e da come ha superato l’inverno.</p>
<p>Nota molto importante: queste operazioni vanno eseguite solo quando l’inverno è veramente terminato, ovvero quando non c’è più il rischio gelate tardive e soprattutto quando <strong>la temperatura del suolo è stabilmente sopra i 10/12 gradi.</strong> Attenzione la temperatura del suolo, non quella dell’aria!</p>
<p>Detto questo abbiamo riunito le lavorazioni in 4 gruppi in funzione delle condizioni del prato:</p>
<ol>
<li><strong>Prato sostanzialmente sano</strong></li>
<li><strong>Prato leggermente ingiallito</strong></li>
<li><strong>Prato con zone diradate</strong></li>
<li><strong>Prato ingiallito e con zone diradate</strong></li>
</ol>
<p>Vediamo le operazioni nel dettaglio:</p>
<ol>
<li>
<h3>Prato sostanzialmente sano.</h3>
</li>
</ol>
<p>Rientra in questa categoria un prato che presenta uno stato soddisfacente e non ingiallito. <strong>Le zone indebolite e rovinate sono poche o inesistenti. Non vi sono ne diradamenti ne buchi</strong>.</p>
<p>Se il prato rientra in questa categoria devi essere contenti: basterà eseguire 3 semplici operazioni e tornerà sano, vigoroso e di un bel verde entro poche settimane:</p>
<ol>
<li>Eseguire un <strong>taglio basso</strong> sui 3 centimetri e una arieggiatura per rimuovere il feltro. Questa lavorazione è importante e va eseguita con attrezzi specifici chiamati <a href="http://www.bestprato.com/attrezzi-attrezzature-prato/arieggiatori-scarificatori.html">arieggiatori</a>. Al termine raccoglieremo il materiale di risulta con un rastrello a denti fitti</li>
<li><strong>Concimare</strong> con un fertilizzante professionale a cessione programmata</li>
</ol>
<ol start="2">
<li>
<h3>Prato leggermente ingiallito.</h3>
</li>
</ol>
<p>Rientra in questa categoria un prato che presenta un ingiallimento di superficie e non diffuso verticalmente su tutta la pianta. Non vi sono zone diradate o buchi ma solo un generico stress e ingiallimento dovuto<strong> alla stagione invernale, dal freddo, dalle ghiacciate / brina o dalla neve.</strong></p>
<p>Se il prato rientra in questa categoria non devi avere paura: anche qui basterà eseguire poche operazioni e tornerà verde e vigoroso in poco tempo:</p>
<ol>
<li>Eseguire un <strong>taglio</strong> basso sui 3 centimetri e una arieggiatura per rimuovere il feltro. Questa lavorazione è importante e va eseguita con attrezzi specifici chiamati <a href="http://www.bestprato.com/attrezzi-attrezzature-prato/arieggiatori-scarificatori.html">arieggiatori</a>. Al termine raccoglieremo il materiale di risulta con un rastrello a denti fitti</li>
<li>Si procede con una <strong>concimazione</strong> con fertilizzante rinverdente di emergenza perfetto per dare in tempi rapidi i nutrimenti necessari</li>
</ol>
<ol start="3">
<li>
<h3>Prato con zone diradate.</h3>
</li>
</ol>
<p>Se il prato non ha superato la stagione invernale indenne e presenta alcune zone diradate, bisognerà fare un intervento che comprende una risemina dell’erba.</p>
<p>Questa operazione se eseguita con lo schema che vi proponiamo permetterà di rigenerare in profondità il vostro prato e renderlo come nuovo nel giro di un mese o poco più. Ecco il semplice schema in 8 punti da seguire, il punto 3 è opzionale ma noi lo consigliamo vivamente:</p>
<ol>
<li><strong>Tagliare</strong> l’erba bassa: bisogna portarla ad un livello di circa 2/2.5cm (se l’erba è alta meglio farlo con due tagli a distanza di una settimana per non stressare troppo il tappeto erboso)</li>
<li>Successivamente eseguiremo un vigorosa <strong>arieggiatura</strong>, ovvero una operazione di pulizia dal feltro. Questa lavorazione è importante e va eseguita con attrezzi specifici chiamati <a href="http://www.bestprato.com/attrezzi-attrezzature-prato/arieggiatori-scarificatori.html">arieggiatori</a>. Al termine raccoglieremo il materiale di risulta con un rastrello a denti fitti</li>
<li>Si andrò ora a riportare un leggero strato di 3/4 mm di <a href="http://www.bestprato.com/terriccio-per-prato-tappeto-erboso-9x50.html"><strong>terriccio da prato</strong></a>. Questo è il letto ideale di semina che favorisce germinazione e radicazione delle sementi.</li>
<li>Si procederà alle operazioni di <strong>trasemina / risemina</strong> usando possibilmente lo stesso <a href="http://www.bestprato.com/sementi-prato.html">miscuglio originario di sementi</a> od un miscuglio di <a href="http://www.bestprato.com/sementi-prato.html?bestprato_tiposemina=3">sementi specifiche per la rigenerazione</a></li>
<li>Lo semina va fatta seguendo il dosaggio indicato dal produttore e facendo attenzione a distribuire il seme in maniera uniforme nel terreno, meglio usando una buona <a href="http://www.bestprato.com/attrezzi-attrezzature-prato/seminatrici/seminatrice-per-prato-wolf-we330.html">seminatrice</a>. Al termine procederemo alla <strong>rullatura</strong> (meglio se con appositi <a href="https://www.bestprato.com/rullo-prato-bgcr57.html">rulli da prato</a>) del terreno per porre il seme bene a contatto del terreno.</li>
<li>Ora non rimane che eseguire una <strong>concimazione di copertura</strong>. Teoricamente dovremmo usare un fertilizzante specifico ad alto contenuto di fosforo mantenendo il terreno costantemente <strong>umido</strong> per almeno 5/10 giorni fino alla germinazione totale delle sementi. Poi procederemo ad una irrigazione secondo necessità possibilmente la mattina presto.</li>
<li>Dopo circa 4/5 settimane dalla semina procederemo ad una <strong>concimazione di supporto</strong></li>
</ol>
<ol start="4">
<li>
<h3>Prato ingiallito e con zone diradate.</h3>
</li>
</ol>
<p>Se il vostro prato è molto stressato e presenta sia zone ingiallite in profondità che zone o diradate, bisognerà fare un intervento che comprende una concimazione di emergenza ed una risemina dell’erba.</p>
<p>Questa operazione se eseguita con lo schema che vi proponiamo permetterà di rigenerare in profondità il vostro prato e renderlo come nuovo nel giro di un mese o poco più. Ecco il semplice schema in 9 punti da seguire:</p>
<ol>
<li><strong>Tagliare</strong> l’erba bassa: bisogna portarla ad un livello di circa 2/2.5cm (se l’erba è alta meglio farlo con due tagli a distanza di una settimana per non stressare troppo il tappeto erboso)</li>
<li>Successivamente eseguiremo un vigorosa <strong>arieggiatura</strong>, ovvero una operazione di pulizia dal feltro. Questa lavorazione è importante e va eseguita con attrezzi specifici chiamati <a href="http://www.bestprato.com/attrezzi-attrezzature-prato/arieggiatori-scarificatori.html">arieggiatori</a>. Al termine raccoglieremo il materiale di risulta con un rastrello a denti fitti</li>
<li>Si andrà ora a riportare un leggero strato di 3/4 mm di <a href="http://www.bestprato.com/terriccio-per-prato-tappeto-erboso-9x50.html"><strong>terriccio da prato</strong></a>. Questo è il letto ideale di semina che favorisce germinazione e radicazione delle sementi.</li>
<li>Si procederà alle operazioni di <strong>trasemina / risemina</strong> usando possibilmente lo stesso <a href="http://www.bestprato.com/sementi-prato.html">miscuglio originario di sementi</a> od un miscuglio di <a href="http://www.bestprato.com/sementi-prato.html?bestprato_tiposemina=3">sementi specifiche per la rigenerazione</a></li>
<li>La semina va fatta seguendo il dosaggio indicato dal produttore e facendo attenzione a distribuire il seme in maniera uniforme nel terreno, meglio usando una buona <a href="http://www.bestprato.com/attrezzi-attrezzature-prato/seminatrici/seminatrice-per-prato-wolf-we330.html">seminatrice</a>. Al termine procederemo alla <strong>rullatura</strong> (meglio se con appositi <a href="https://www.bestprato.com/rullo-prato-bgcr57.html">rulli da prato</a>) del terreno per porre il seme bene a contatto del suolo.</li>
<li>Ora non rimane che eseguire una <strong>concimazione di copertura</strong> usando un fertilizzante specifico ad alto contenuto di fosforo ma in questo caso potremmo scegliere un concime di emergenza azotato per aiutare soprattutto la parte ingiallita.</li>
<li>Ora è necessario mantenere il terreno costantemente <strong>umido</strong> per almeno 5/10 giorni fino alla germinazione totale delle sementi. Poi procederemo ad una irrigazione secondo necessità possibilmente la mattina presto.</li>
</ol>
<h3>Trattamento preventivo antifungino</h3>
<p>La primavera è anche il periodo ideale per iniziare un trattamento di <strong>“vaccino naturale”</strong> contro le malattie fungine del prato. La cura preventiva è l’unica maniera per evitare l’insorgenza di malattie fungine, ma va attuata con costanza utilizzando prodotti basati sul contrasto microbico.</p>
<p>Si tratta di una tecnica <strong>già ampiamente collaudata in agricoltura</strong> ed ora disponibile anche per la cura del prato.</p>
<p>Ora non rimane che mettersi all’opera! Buon lavoro!</p>
<hr />
<p>Fonte: bestprato.com</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stella-alpina.biz/rigenerare-prato-primavera-la-guida-completa/">Rigenerare il prato in primavera: la guida completa</a> proviene da <a href="https://www.stella-alpina.biz">Stella Alpina</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il cane e la legge: articoli e norme utili</title>
		<link>https://www.stella-alpina.biz/cane-la-legge-articoli-norme-utili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stella Alpina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Mar 2018 14:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Pet care]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È fondamentale che chi possiede un cane conosca la legge che tutela i diritti e regola eventuali obblighi: ecco perché “Il cane e la legge: articoli e norme utili” vuole essere una breve descrizione di quelle principali. Il maltrattamento degli animali, viene punito dall’Articolo. 727 del Codice Penale, il quale, modificato con la Legge n. [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">È fondamentale che chi possiede un cane conosca la legge che tutela i diritti e regola eventuali obblighi: ecco perché “Il cane e la legge: articoli e norme utili” vuole essere una breve descrizione di quelle principali. Il maltrattamento degli animali, viene punito dall’Articolo. 727 del Codice Penale, il quale, modificato con la Legge n. 189 del 20 luglio 2004, prevede che: «Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze». L’Art. 544-ter specifica che: «Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro». La stessa pena è prevista per chiunque rechi danno alla salute di un animale (che sia o no di un proprietario), e viene raddoppiata qualora il danno determini la morte dell’animale. Dal 1 novembre 2011 è inoltre in vigore la normativa che vieta il taglio di orecchie e coda a fini estetici. La violazione di tale divieto è punita con una multa variabile da 5.000 a 30.000 euro o con la reclusione da tre a diciotto mesi, ai sensi dell’Articolo. 544 del Codice Penale.</p>
<p align="justify"><strong>Per i proprietari</strong><br />
– <em><strong>Recita l’Articolo.1</strong></em> della legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo (Legge 281/1991): «Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali d’affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti e il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente». La tutela degli animali d’affezione è regolata anche da leggi regionali; inoltre ogni comune può emanare ordinanze a riguardo.</p>
<p align="justify">– <strong><em>L’Articolo.3</em></strong>, comma 1 della legge quadro prevede «L’istituzione dell’anagrafe canina presso i comuni o le ASL, nonché le modalità per l’iscrizione a tale anagrafe e per il rilascio al proprietario o al detentore della sigla di riconoscimento del cane, da imprimersi mediante tatuaggio indolore». Dal 2005 l’obbligo del tatuaggio è stato sostituito dall’applicazione di un microchip contenente il codice identificativo del cane. È quindi obbligatorio per chi possiede un cane provvedere alla sua registrazione entro il secondo mese di vita presso l’anagrafe canina del comune di appartenenza. Il certificato di iscrizione a tale anagrafe dovrà poi accompagnare sempre il cane durante i suoi trasferimenti o cambi di proprietà.</p>
<p>– <strong><em>L’Articolo.5 </em></strong>della legge quadro di cui sopra prevede le sanzioni e precisamente: «Chiunque abbandona cani, gatti o qualsiasi altro animale custodito nella propria abitazione, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 300.000 a lire 1.000.000 ». (Si ricorda che l’Art. 51 del decreto legislativo 24 giugno 1998 n. 213 recita: «A decorrere dal 1° gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire nelle vigenti disposizioni normative è tradotta in euro secondo il tasso di conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato.» [n.d.A.]).</p>
<p>– <strong><em>L’Articolo.2052</em></strong> del Codice Civile riguarda i danni da animali e sancisce che: «Il proprietario di un animale o chi lo ha in custodia è responsabile dei danni causati dall’animale, sia che esso fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salva sempre la prova del caso fortuito». L’Ordinanza per la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani (in vigore dal 23 marzo 2009) stabilisce che il ruolo del proprietario del cane è fondamentale nella prevenzione di eventuali aggressioni da parte dell’animale a persone terze ed è responsabile anche penalmente, oltre che civilmente, di eventuali danni a cose e persone da essi provocati, anche quando il cane è stato affidato a persone terze. I cani hanno inoltre l’obbligo di uso del guinzaglio quando sono condotti in ambienti urbani e aperti al pubblico (fanno eccezione aree appositamente dedicate). Il proprietario dovrà inoltre avere sempre con sé una museruola (del tipo rigido o morbido) da far indossare al cane in caso di necessità.</p>
<hr />
<p>Per saperne di più: A cura di M. Neri, <em>Cane – Manuale completo</em>, Giunti 2011</p>
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		<title>Le malattie fungine degli alberi da frutto</title>
		<link>https://www.stella-alpina.biz/le-malattie-fungine-degli-alberi-frutto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stella Alpina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Mar 2018 08:30:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pollice Verde]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le più diffuse malattie fungine dei fruttiferi sono diverse e possono causare danni anche molto gravi. Conosciamo le più frequenti e capiamo come difenderci per avere piante da frutto in salute: Bolla: colpisce diverse specie (in particolare il pesco) soprattutto nei periodi umidi e miti, per poi scomparire quando il clima si fa caldo e asciutto. [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Le più diffuse malattie fungine dei fruttiferi sono diverse e possono causare danni anche molto gravi.<br />
Conosciamo le più frequenti e capiamo come difenderci per avere piante da frutto in <strong>salute</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Bolla</strong>: colpisce diverse specie (in particolare il pesco) soprattutto nei periodi umidi e miti, per poi scomparire quando il clima si fa caldo e asciutto. In primavera la vegetazione colpita prende una colorazione rossastra, la lamina fogliare si rigonfia formando delle bollosità e si accartoccia. In seguito le foglie diventano cerose e finiscono per disseccare e cadere. Può colpire anche i frutti e i rametti più teneri che si deformano e disseccano. I danni sono consistenti e causano un deperimento generalizzato della pianta e la perdita della produzione.<br />
<u><em>Difesa</em></u>: si previene con poltiglia bordolese e si combatte con fungicidi polivalenti.</li>
<li><strong>Marciumi e cancri del legno</strong>: questi funghi determinano marcescenza del legno e non sono curabili.<br />
<u><em>Difesa</em></u>: occorre asportare subito le parti colpite e, in casi gravi, eliminare l’esemplare.</li>
<li><strong>Monilia</strong>: forma fungina che colpisce fiori e foglie (avvizziscono, imbruniscono rapidamente, cadono a terra o rimangono attaccati ai rametti) o i frutti (sui quali forma tipiche macchie di muffa a circoli). È favorita dalla presenza di condizioni climatiche umide.<br />
<u><em>Difesa</em></u>: trattamenti preventivi con poltiglia bordolese e prodotti a base di zolfo seguendo le indicazioni in etichetta. Occorre asportare e bruciare prontamente le parti colpite.</li>
<li><strong>Peronospora, ruggine, mal bianco (oidio)</strong>: sono funghi che colpiscono specie diverse, causando danni al fogliame e indebolimento vegetativo.<br />
<u><em>Difesa</em></u>: la prevenzione con trattamenti invernali a base di zolfo dà discreti risultati.</li>
<li><strong>Ticchiolatura</strong>: su foglie e fiori si formano macchie tondeggianti e necrotiche.<br />
<u><em>Difesa</em></u>: le spore responsabili svernano sulle foglie secche, per cui è consigliabile mantenere il suolo libero e pulito.<br />
<u><em>Difesa</em></u>: efficaci i trattamenti con prodotti a base di rame fatti a fine inverno prima della fioritura.</li>
</ul>
<hr />
<p>Per saperne di più: A. Del Fabro, <em>Difesa biologica. Guida completa</em>, <span style="color: #4ca868;">Giunti Demetra 2006</span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Erba gatta, per il benessere del micio</title>
		<link>https://www.stella-alpina.biz/erba-gatta-benessere-del-micio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stella Alpina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2018 10:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pet care]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Botanicamente affine a basilico, menta e salvia, Nepeta Cataria è un’erba spontanea anche In Italia che ha una caratteristica curiosa: la sua fragranza è irresistibile per i gatti, soprattutto quelli giovani, e svolge un’azione positiva sul loro sistema neurologico e gastroenterico, da cui il nome popolare “erba gatta”. Come agisce La Nepeta Cataria funziona da [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Botanicamente affine a basilico, menta e salvia, Nepeta Cataria è un’erba spontanea anche In Italia che ha una caratteristica curiosa: la sua fragranza è irresistibile per i gatti, soprattutto quelli giovani, e svolge un’azione positiva sul loro sistema neurologico e gastroenterico, da cui il nome popolare “erba gatta”.</p>
<p><strong>Come agisce</strong></p>
<p align="justify">La Nepeta Cataria funziona da biostimolante per il micio: nell’erba gatta sono infatti presenti sostanze utili come vitamine, minerali e olii essenziali oltre al principio attivo chiamato “nepetalattone”, che agisce sul felino come un feromone, ossia un “messaggero chimico” che influisce sul comportamento: il gatto sembra inebriato, mastica l’erba, fa le fusa e si arrotola soddisfatto, è più disposto a giocare e socializzare.</p>
<p><strong>Come coltivarla in vaso</strong></p>
<p align="justify">L’erba gatta nasce rapidamente dai semi, che vanno sparsi e interrati superficialmente in un substrato di terriccio universale da mantenere sempre leggermente umido, in ambiente mite e luminoso, ma non esposto al sole. Nel giro di 7-8 giorni l’erba emerge dal terriccio; conviene seminare a più riprese in vasi diversi per avere sempre a disposizione erba fresca, non più alta di 10 cm e ricca di profumo. Se lasciata crescere, forma un cespuglietto alto una quarantina di cm, e produce fiorellini rosa.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I parassiti animali degli alberi da frutto</title>
		<link>https://www.stella-alpina.biz/parassiti-animali-degli-alberi-frutto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stella Alpina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Feb 2018 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pollice Verde]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.stella-alpina.biz/?p=644</guid>

					<description><![CDATA[<p>I più frequenti parassiti animali dei fruttiferi sono diversi e ciascuno necessita trattamenti diversi. Afidi: detti anche “pidocchi delle piante”, sono piccoli insetti di colore verde o nero, talvolta coperti da una peluria (afide lanigero). Si diffondono sulle parti vegetali più tenere (germogli di foglie e boccioli), soprattutto in primavera, quando il clima si fa [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">I più frequenti parassiti animali dei fruttiferi sono diversi e ciascuno necessita trattamenti diversi.</p>
<ul>
<li><strong>Afidi</strong>: detti anche “pidocchi delle piante”, sono piccoli insetti di colore verde o nero, talvolta coperti da una peluria (afide lanigero). Si diffondono sulle parti vegetali più tenere (germogli di foglie e boccioli), soprattutto in primavera, quando il clima si fa più caldo e umido. Oltre a provocare danni alla vegetazione, possono trasmettere malattie virali. Inoltre, rilasciano la melata, una sostanza appiccicosa sulla quale si instaura una forma fungina che provoca una patina nera (fumaggine).<br />
<u>Difesa</u>: si interviene quando l’infestazione è nelle sue prime fasi, con fitofarmaci sistemici (entrano in circolo con la linfa) o con prodotti biologici.</li>
<li><strong>Cocciniglie</strong>: esistono diversi tipi di questo insetto tenace, spesso coperto da uno scudo protettivo o da una peluria bianca sotto la quale succhia la linfa, provocando gravi deperimenti della vegetazione, la caduta del fogliame, il disseccamento dei rami con maggiore infestazione e punteggiature di vario colore sui frutti. Le cocciniglie producono inoltre la melata (vedi afidi).<br />
<u>Difesa</u>: utile la prevenzione effettuata con trattamenti invernali a base di olio bianco.</li>
<li><strong>Mosche della frutta</strong>: diversi insetti alati depongono le uova su frutti e foglie; le larve si nutrono all’interno del frutto provocando seri danni al raccolto.<br />
<u>Difesa</u>: si utilizzano fitofarmaci tradizionali o biologici (Bacillus thuringiensis) da somministrare a più riprese. L’uso delle trappole cromotropiche, da appendere ai rami, serve per stabilire la soglia numerica di parassiti, oltre la quale conviene effettuare i trattamenti.</li>
<li><strong>Parassiti specifici</strong>: alcune specie sono colpite da forme aggressive tipiche, come la psilla del pero, la carpocapsa del melo, la tignola del prugno, la mosca dell’olivo, le cocciniglie degli agrumi, gli insetti rodilegno del melo e del pero ecc.<br />
<u>Difesa</u>: alcuni di essi possono essere debellati con prodotti generici o insetticidi biologici, per altri è opportuno effettuare i trattamenti con preparati specifici.</li>
</ul>
<hr />
<p>Per saperne di più: A. Del Fabro, <em>Difesa biologica. Guida completa</em>, <span style="color: #4ca868;">Giunti Demetra 2006</span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Legna da ardere: guida alla scelta</title>
		<link>https://www.stella-alpina.biz/legna-ardere-guida-alla-scelta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stella Alpina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2018 09:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legna da ardere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La legna da ardere fa parte della più ampia categoria dei biocombustibili solidi. Rappresenta ancora oggi il principale combustibile di uso domestico per circa 1/3 della popolazione mondiale. La legna da ardere, ai fini del riscaldamento, presenta caratteristiche diverse a seconda della varietà di pianta dalla quale è ricavata. Non tutti i legni sono uguali [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">La <strong>legna da ardere</strong> fa parte della più ampia categoria dei biocombustibili solidi. Rappresenta ancora oggi il principale combustibile di uso domestico per circa 1/3 della popolazione mondiale.</p>
<p align="justify">La legna da ardere, ai fini del riscaldamento, presenta caratteristiche diverse a seconda della varietà di pianta dalla quale è ricavata. Non tutti i legni sono uguali e le caratteristiche circa il tempo di essicazione ed il potere calorifico variano da pianta a pianta. Il potere calorifico dipende dal tasso di umidità e dalla sua densità.</p>
<h2>Guida alla scelta</h2>
<p align="justify"><strong>Acacia o Robinia</strong><br /> L&#8217;Acacia è un legno di essenza forte. Appartiene alla famiglia delle latifoglie, ha un tronco che raggiunge spesso il metro di diametro e una corteccia spessa e fessurata. Il legno è di colore giallo rossastro, la sua fibra è sottile e compatta. L&#8217;acacia è resistente all&#8217;umidità e pieghevole, questo la rende adatta alla lavorazione.<br /> Come legna da ardere è indicata al mantenimento del fuoco visto che brucia lentamente.</p>
<p align="justify"><strong>Quercia</strong><br /> Appartiene alla famiglia delle Fagacee, ne esistono di vari tipi, le più comuni sono il rovere, il cerro, il leccio, la farnia. Il suo legno è molto pregiato e viene usato nelle costruzioni in edilizia e nell&#8217;industria conciaria.<br /> E’ ottima come legna da ardere perchè essendo compatto brucia molto lentamente, mantenendo la fiamma.</p>
<p align="justify"><strong>Faggio</strong><br /> Appartiene alla famiglia delle Fagacee, ha chioma ampia, ovale e folta. Il legno di faggio, omogeneo e pesante, privo di elasticità ma resistente, inizialmente di colore bianco o, col tempo, rossastro, è ottimo per lavori di tornitura e mobileria, ed era un tempo utilizzato per le traversine ferroviarie e come ottimo combustibile. Usato per molti strumenti musicali (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Violino">violini</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pianoforte">pianoforti</a>), la sua resistenza a scheggiarsi lo rendeva il materiale ideale per fabbricare i calci dei fucili.<br /> Il suo legno, compatto e pesante, è adatto come legna da ardere, ha buon potere calorico, bruciatura lenta e va bene per ogni tipo di cottura.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #4ca868;">La nostra merce può essere acquistata in tagli da 25cm, 33 cm o 50 cm </span></strong><br /> <strong><span style="color: #4ca868;">e viene venduta a bancali, merce sfusa o in sacchi da 15 Kg.</span></strong></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’alimentazione del cane</title>
		<link>https://www.stella-alpina.biz/lalimentazione-del-cane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stella Alpina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jan 2018 15:52:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pet care]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’alimentazione del cane deve variare a seconda della taglia, del sesso, alle condizioni di vita e al clima. Un cane libero consuma per esempio più di uno che conduce una vita sedentaria all’interno di un appartamento, così come un cane di piccola taglia (comunque, tutti i cani sono potenzialmente in grado di autoregolare l’apporto energetico, [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>L’alimentazione del cane</strong> deve variare a seconda della <strong>taglia</strong>, del <strong>sesso</strong>, alle <strong>condizioni di vita</strong> e al <strong>clima</strong>. Un cane libero consuma per esempio più di uno che conduce una vita sedentaria all’interno di un appartamento, così come un cane di piccola taglia (comunque, tutti i cani sono potenzialmente in grado di autoregolare l’apporto energetico, ma in alcuni casi – per colpa dei proprietari che somministrano cibo senza restrizioni o molto appetibile, oppure per la mancanza di un’adeguata attività fisica – alcuni soggetti tendono all’obesità. Si sa inoltre che i legami affettivi tra animali da compagnia e proprietari sono molto forti e che la somministrazione del cibo è l’elemento principale di tale rapporto.<br />
Quando il cane è <strong>cucciolo</strong> la razione quotidiana è bene venga suddivisa in tre piccoli pasti durante la giornata: al mattino, a mezzogiorno e alla sera. Questo fino all’età di 4-6 mesi, poi ci si potrà orientare su uno o due pasti al giorno.</p>
<p align="justify">Del <strong>fabbisogno calorico</strong> totale di un cane in fase di accrescimento il 28% sarà apportato dalle proteine, il 32% dagli zuccheri e il 40% dai grassi. È importante evitare una sovralimentazione perché può provocare un’accelerazione della velocità di crescita, con conseguente predisposizione all’obesità e alle patologie scheletriche nelle razze di grossa taglia.</p>
<p align="justify"><strong>Alcune regole fondamentali</strong></p>
<ul>
<li>Abituate il cucciolo a mangiare in un posto tranquillo, preferibilmente sempre lo stesso.</li>
<li>Mettete sempre a disposizione dell’animale abbondante acqua fresca.</li>
<li>Per preparare la pappa utilizzate sempre la stessa pentola; lavate il tutto dopo ogni pasto; riponete il cibo in contenitori chiusi in frigorifero.</li>
<li>Il cibo va somministrato tiepido o a temperatura ambiente, mai troppo caldo o troppo freddo.</li>
<li>Non lasciate residui di cibo nella ciotola: se il cucciolo non finisce tutta la sua pappa, toglietela e riproponetela nel pasto successivo.</li>
<li>Non dategli da mangiare dal tavolo e siate sempre molto severi riguardo le sue abitudini alimentari: il cane per sua natura non è schizzinoso, ma lo può diventare.</li>
<li>Non date al cucciolo ossa di pollo, coniglio o lische di pesce poiché queste, ridotte in schegge dai denti, possono perforare l’intestino.</li>
</ul>
<p align="justify">Queste le principali regole per l’alimentazione del cane, e ricordate, più gli vorrete bene e sarete attenti ad evitare eccessi, meglio starà!</p>
<hr />
<p align="justify">Per saperne di più: <em>Il manuale del cane. Scelta e razze, alimentazione, addestramento, salute. </em>Giunti 2007, a cura di M. Neri, Giunti 2007</p>
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		<title>Guida al Bonus Verde 2018</title>
		<link>https://www.stella-alpina.biz/guida-al-bonus-verde-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stella Alpina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jan 2018 10:44:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>COS’E’ Il Bonus Verde concede la possibilità di detrarre il 36% delle spese sostenute per una serie di interventi di sistemazione a verde degli immobili ad uso abitativo entro il 31 dicembre 2018. La detrazione spetta anche per gli interventi effettuati sulle parti comuni esterne dei condomìni. COSA SI PUO’ DETRARRE La detrazione fiscale del [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>COS’E’</h2>
<p align="justify">Il Bonus Verde concede la possibilità di detrarre il 36% delle spese sostenute per una serie di interventi di sistemazione a verde degli immobili ad uso abitativo entro il 31 dicembre 2018. La detrazione spetta anche per gli interventi effettuati sulle parti comuni esterne dei condomìni.</p>
<h2>COSA SI PUO’ DETRARRE</h2>
<p align="justify">La detrazione fiscale del <strong>36%</strong> è riconosciuta per gli interventi di sistemazione a verde delle aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze e recinzioni.<br /> Ecco un elenco di lavori ammessi:</p>
<ul>
<li>Riqualificazione di <strong>tappeti erbosi.</strong></li>
<li>Realizzazione di <strong>impianti di irrigazione.</strong></li>
<li>La <strong>progettazione</strong> e <strong>manutenzione</strong> connesse all’esecuzione dei lavori.</li>
<li>Fornitura e messa a dimora di <strong>piante o arbusti</strong> di qualsiasi genere o tipo.</li>
<li><strong>Restauro</strong> e recupero del verde relativo a giardini di interesse storico e artistico.</li>
<li>Realizzazione di <strong>coperture a verde.</strong></li>
<li>Realizzazione di <strong>giardini pensili.</strong></li>
<li>Realizzazione di <strong>pozzi.</strong></li>
</ul>
<p align="justify"><strong>Nota importante:</strong></p>
<ul>
<li>Partendo dalla premessa che non esiste un elenco completo degli interventi ammessi alla detrazione, si può assumere che l’acquisto di un robot tagliaerba può ottenere il bonus verde se viene predisposto un impianto nell’ambito di un intervento di <strong>rinnovamento globale del giardino</strong>.</li>
<li>Stesso discorso vale per la riqualificazione di una passatoia o di una camminata di accesso ad una casa privata, anche in questo caso può essere agevolata con il bonus verde se compresa nelle opere riguardanti la <strong>sistemazione a verde per la prima volta</strong> o il radicale rinnovamento del giardino.</li>
</ul>
<h2>LAVORI ESCLUSI</h2>
<ul>
<li>Sono esclusi dalle agevolazioni gli interventi di <strong>manutenzione ordinaria</strong> annuale di giardini preesistenti sia privati che condominiali (è ammessa invece la manutenzione ordinaria quando connessa ad un intervento idoneo al bonus).</li>
<li>Tappeti erbosi ad uso sportivo con fini di lucro.</li>
<li>In generale, non si può ottenere la detrazione per i <strong>lavori in economia</strong>, cioè effettuati direttamente dal contribuente sul proprio giardino o terrazzo.</li>
</ul>
<h2>CHI PUO’ ACCEDERE AL BONUS VERDE</h2>
<p align="justify">Il Bonus Verde può essere richiesto sia dai proprietari che dai titolari di un diritto reale di godimento (abitazione in affitto, uso o comodato). La detrazione spetta al 50% se l’abitazione è utilizzata promiscuamente per l’esercizio di un’attività.</p>
<h2>SPESA MASSIMA</h2>
<p align="justify">La spesa massima ammessa in detrazione per le persone fisiche è pari a <strong>5.000 euro</strong>. In caso di condominio il limite di spesa è <strong>5.000 euro</strong> per unità immobiliare ad uso residenziale.</p>
<h2>COSA FARE CONCRETAMENTE</h2>
<ul>
<li>Per ottenere la detrazione, i pagamenti devono essere effettuati con strumenti idonei a consentirne la tracciabilità, come assegno, bancomat, carte di credito, bonifici ordinari.</li>
<li>Richiedere fattura o documento fiscale idoneo meglio se con indicato proprio codice fiscale.</li>
<li>Inserire i dettagli relativi alle spese sostenute nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta di riferimento.</li>
</ul>
<h2>NOTE FISCALI</h2>
<ul>
<li>La detrazione verrà ripartita in <strong>dieci quote annuali</strong> <strong>di pari importo</strong> a partire dall’anno in cui è sostenuta la spesa. Ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’Irpef dovuta per l’anno in questione.</li>
<li>L’importo eventualmente eccedente non può essere rimborsato né conteggiato in diminuzione dell’imposta dovuta per l’anno successivo.</li>
<li>In caso di vendita dell’unità immobiliare oggetto del Bonus Verde, la detrazione non utilizzata è trasferita, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente.</li>
</ul>
<h2>RIFERIMENTI NORMATIVI</h2>
<p align="justify">La detrazione fiscale delle spese per interventi di sistemazione a verde degli immobili ad uso residenziale (Bonus Verde o EcoBonus) è stata introdotta dai commi 12, 13 e 14 della <strong>Legge di Bilancio 2018</strong> (<a href="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/12/29/17G00222/sg" target="_blank" rel="noopener"><strong><span style="color: #4ca868;">Legge 205/2017</span></strong></a>).</p>
<hr />
<p align="justify">Fonti: Il Sole 24 Ore, Bestprato.com</p>
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